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Politiche Sociali > Carcere e OPG
La Casa del Drago
Il Drago di Montelupo fù costruito dai ricoverati e dagli operatori perchè portasse la loro voce all'incontro con Marco Cavallo.
Un Drago, perchè forte e fragile nello stesso tempo.
Un Drago, che da tempo aspettava un incontro importante, un'occasione significativa che stimolasse nuove pratiche di deistituzionalizzazione e di ricostruzione di legami con il corpo sociale, che gli permettesse di ri-trovare dignità, confronti e scambi sociali con il territorio, contrattualità e rispetto, in spazi diversi, fuori dalle mura, per arrivare alla riacquisizione finale del pieno titolo di cittadinanza.
Si guardano.
Si parlano.
Poi percorsero insieme le vie del paese e da quel giorno tante cose cambiarono dentro e fuori l'Ospedale.
Gli operatori intravidero nuovi spazi e nuovi strumenti per accompagnare gli internati dell'Ospedale nel nuovo percorso di cura e riabilitazione.
Gli internati intravidero nuove speranze con le quali affrontare il loro difficile percorso di recupero.
Tanti abitanti di Montelupo si accorsero che in fondo, quel Drago, nonostante si fosse macchiato di gesti folli e incontrollabili aveva bisogno di essere sostenuto e ri-accettato anche durante il percorso di riabilitazione, per potersi riscattare e per poter ri-vivere come cittadino, in futuro.
Il Centro esterno di socializzazione "La casa del Drago", inaugurato nel 2004, è uno spazio di riabilitazione psico-sociale rivolto a pazienti internati presso l'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino.
Nasce da un progetto promosso da ARCI Empolese-valdelsa, Ospedale Psichiatrico Giudiziario e Comune di Montelupo Fiorentino come iniziativa di cura e riabilitazione psico-sociale individualizzata, attraverso un articolato intervento di socializzazione e di integrazione nel territorio.
Il Centro, gestito da ARCI Empolese-valdelsa, è aperto cinque giorni alla settimana in orario pomeridiano per un totale di 25 ore settimanali articolate in momenti di socializzazione e laboratori strutturati: scrittura creativa, teatro, attività espressive, fotografia, falegnameria, informatica, elaborazione e trasformazione materiale di recupero. I pazienti che lo frequentano sono circa 20, selezionati a partire dalle valutazioni effettuate dalle equipe dell'Istituto, tenendo conto delle aspirazioni e dei percorsi riabilitativi di ciasdcuno di loro.
La Casa del Drago rappresenta non solo luogo "aperto" parallelo all'internamento e alternativo all'isolamento dove ri-trovare uno spazio umano "diverso" dall'istituzionalizzazione ma anche e soprattutto un luogo "terapeutico" poiché si tratta di un luogo dove si promuovono progettualità, socialità e salute, attivando potenzialità e risorse personali, elementi indispensabili e necessari alla condivisione con i pazienti di ogni percorso di cura, riabilitazione, di ri-costruzione di un futuro.
Tali attività si svolgono interamente all'esterno dell'OPG, condizione questa di notevole rilevanza affinchè si possa parlare di un'autentica azione riabilitativa. La Casa del Drago offre infatti agli internati la possibilità di ri-sviluppare quelle capacità di autonomia e di autogestione, di comunicazione e socializzazione, fondamentali per la ricostruzione di una quotidianità. La possibilità di "vivere" uno spazio e il territorio in cui questo spazio vive, in un percorso che vuole valorizzare al massimo la comunicazione e la conoscenza del e col territorio, rappresenta la base del progetto. Il progetto si propone inoltre di informare e sensibilizzare il territorio riguardo i temi della salute mentale.